Storia

Un po' di storia

Un po' di storia

Nel lontano 1936, l’Azione Cattolica per contrastare il dilagante fenomeno del successo delle varie testate “laiche” per ragazzi esistenti in Italia, anche perchè considerate non educative, sottopone un questionario per conoscerne i desideri. L’Autorità ecclesiastica aveva tentato già precedentemente di arginare tale successo sconsigliandone la lettura, senza ottenere soddisfacenti risultati. La scelta operata è oltremodo coraggiosa. Da un lato perché con la nuova testata cerca di ostacolare lo strapotere di quelle esistenti e riconoscere al fumetto una rispettabilità che dai benpensanti non è assolutamente accettata. Tale lettura è infatti, e lo sarà ancora per molto tempo nel dopoguerra, ritenuta “nociva, soprattutto per l’educazione dei minori”. E così, domenica 27 dicembre 1936 viene distribuita gratuitamente una copia del nuovo ”giornalino” ai ragazzi di Azione Cattolica. Principale artefice dell’operazione è don Francesco Regretti che sarà il primo direttore del giornale.

Siamo in un momento particolarmente felice per il regime fascista. L’Impero è appena stato proclamato e la guerra civile spagnola è in pieno positivo svolgimento. Pertanto, il titolo dato a quel giornalino, il Vittorioso, è una concessione che i responsabili dell’Azione Cattolica si sentono di fare. Qualcuno sosterrà poi che fu un’astuzia per poter partire con l’avventura del nuovo giornalino. “E’… un prezzo pagato al regime per potere avere la possibilità di adempiere la propria missione, per garantirsi la sopravvivenza…”. Il primo numero porta la data del 9 gennaio 1937, ha otto pagine e costa 30 centesimi. Dall’inizio si avvale esclusivamente di autori italiani per testi ed illustrazioni precorrendo i tempi, poiché direttive precise del MinCulPop di lì a poco imporranno tassativamente di non più utilizzare materiale straniero. La scelta è voluta non tanto per assecondare la politica autarchica del regime ma perché i fumetti americani non sono ritenuti educativi dai responsabili de il Vittorioso. E’ questo il grande merito del giornale che ha dato vita in questo modo ad una squadra di autori, tanti e tutti validissimi, i cui nomi sono entrati nell’Olimpo del fumetto “made in Italy”. Tra questi: Franco Caprioli, Sebastiano Craveri, Kurt Caesar, Antonio Canale, Franco Chiletto, Raffaele Paparella, il mitico Benito Jacovitti, e più tardi Ruggero Giovannini, Renato Polese, Gianni De Luca, Lino Landolfi, Giulio Ferrari, Nevio Zeccara e altri. Importante anche la schiera di valenti scrittori e giornalisti che collaborano al settimanale come Piero Bargellini, V.E.Bravetta, Danilo Forina, Giuseppe Fanciulli, Alberto Manzi, Ugo Sciascia, Olga Visentini, “Papà Natale” Bertocco, Domenico per ventanni, mitico redattore. Con il settimanale viene edita tutta una serie di album, almanacchi e il famoso Diario Vitt. Il Vittorioso chiude alla fine del 1966. Trent’anni durante i quali tanti e tanti ragazzi sono diventati adulti anche con l’aiuto di quel “giornalino” che si fregia del motto “forte, lieto, leale, generoso”. Dalle sue pagine riesce ad insegnare i valori universali della vita senza mai ricorrere a sterili prediche paternalistiche attraverso storie divertenti, a volte comiche o serie, di argomento attuale o storico, sempre in ogni caso puntualmente documentate, educative e moralmente ineccepibili. E’ stato l’amico sincero, un amico molto particolare, di tanti ragazzi. Per una trentina d’anni ha deliziato tanti giovani che ora, ahimè, giovani non più, lo ricordano con un misto di nostalgia, simpatia, riconoscenza. ” …chi l’ha conosciuto non l’ha dimenticato; chi non l’ha conosciuto ne ha certo sentito parlare…” ha scritto qualcuno. Quell’amico, quel caro amico, era …di carta, era un “giornalino” che ha occupato un posto importante nella stampa per ragazzi del secolo scorso.

Parlare de il Vittorioso senza il Diario Vitt non è possibile. Questo diario scolastico è infatti la creatura più importante nata da una indovinata intuizione della redazione del giornale. Illustrato dal grande Jacovitti, vede la luce nel 1949 e per oltre cinquant’anni accompagna il percorso scolastico di migliaia e migliaia di ragazzi (chi non l’ha conosciuto?) vendendo un numero impressionante di copie (si parla di un paio di milioni negli anni Settanta). Sopravvissuto a il Vittorioso fino al 1980, sospeso fino al 1983 per dissapori causati da un kamasutra jacovittesco non gradito all’editore, riappare come “Diario Jacovitti” fino al 1992, per ritornare ad essere “Diario Vitt” a cura delle Cartiere Pigna. In seguito le copie vendute si riducono a poche migliaia e le Cartiere Pigna decidono di chiudere la pubblicazione del più amato diario scolastico del Novecento.


L'associazione

L'associazione

Ventuno anni più tardi, nel 1988, uno di questi ragazzi, Sergio Chiodini di S.Bernardino in provincia di Ravenna, attraverso il settimanale Famiglia Cristiana lancia un appello-invito agli ex-lettori de il Vittorioso per un incontro che si tiene a Milano l’anno successivo. In quell’occasione nasce l’idea di un’associazione alla quale possano aderire lettori e collezionisti della gloriosa testata.

Il 21 gennaio 1989, con atto del notaio Francesco Peronese di Locate Varesino, si costituisce ufficialmente l’Associazione Nazionale Amici de “il Vittorioso”. Oggi tale Associazione, che come da statuto “…si propone di ricordare, diffondere e promuovere i valori ed il ruolo educativo svolto dal settimanale pubblicato dal 1937 al 1966, conta circa 200 soci. Varie sono le iniziative che l’Associazione promuove. La più importante è la pubblicazione di una rivista, interamente a colori, a cadenza trimestrale riservato ai soci, dal titolo Vitt & Dintorni.

Ogni anno si organizza un convegno dei soci, si partecipa a mostre e fiere e a tutta una serie di iniziative collaterali, come la ristampa di introvabili album di disegnatori del Vittorioso.



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